La legge 104/92 si occu­pa dell’integrazione scolasti­ca, dall’art.12 all’art.16. Nei primi 4 commi l’articolo 12 recita:

1. Al bambino da 0 a 3 anni han­dicappato é garantito l’inseri­mento negli asili nido.

2. É garantito il diritto all’educa­zione e all’istruzione della per­sona handicappata nelle sezioni di scuola materna, nelle classi comuni delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e nelle istitu­zioni universitarie.

3. L’integrazione scolastica ha come obiettivo lo sviluppo delle potenzialità della persona handi­cappata nell’apprendimento, nella comunicazione, nelle relazioni e nella socia­lizzazione.

4. L’esercizio del diritto all’educazione non può essere impedito da difficoltà di apprendimento né di altre difficoltà derivanti dalle disabilità connesse all’handi­cap. Vediamo in concreto come si procede per avere le agevolazioni

 

ATTESTAZIONE DI ALUNNO IN SITUAZIONE DI HANDICAP AI SENSI DELLA LEG­GE 104/92

I bambini con disabilità possono essere, su richiesta della famiglia, certificati come alunni in situazione di handicap ai sensi della L. 104/92.

E’ bene procedere a richiedere tale riconoscimento, prima che la scuola inizi, accertandosi anche se se esistono o meno le condizioni per ottenere la connota­zione di gravità (art. 3 comma 3) e di consegnare formalmente tale certificazione alla scuola. La certificazione è utile anche per rendere esigibili i fondamentali diritti per la piena inclusione scolastica.

Il certificato si può anche consegnare ad anno scolastico iniziato. Quando la certificazione non è stata fatta prima dell’inizio dell’anno scolastico, su richiesta della famiglia, che può agire autonomamente o a seguito di accordi con la scuola, si avvia la valutazione da parte dell’Unità Multidisciplinare, richiedendo alla scuola una relazione dei problemi evidenziati. La certificazione redatta viene consegnata dall’Unità multidisciplinare alla famiglia affinché la trasmetta alla scuola. Tempi­stica: la certificazione deve avvenire in “tempi utili rispetto all’inizio dell’anno scolastico e comunque non oltre trenta giorni dalla ricezione della richiesta” (art. 2 D.P.C.M. 185/2006).

 

LA DIAGNOSI FUNZIONALE (DF) E IL PROFILO DINAMICO FUNZIONALE (PDF)

Dopo la certificazione dello stato di handicap(con o senza gravità) ai sensi della L. 104/92, deve essere redatta la Diagnosi Funzionale, comprendente anche il Profilo Dinamico Funzionale, da parte dell’unità multidisciplinare territoriale, affiancata da un esperto di pedagogia speciale designato dall’ufficio scolastico Provinciale e da un operatore esperto sociale, secondo la strutturazione territoria­le, ed in collaborazione con la scuola e la famiglia.

La Diagnosi Funzionale permette di evidenziare non solo il tipo di deficit ma anche le potenzialità di ciascun alunno con disabilità, unitamente alle previsioni degli obiettivi da raggiungere a medio e lungo termine.

Ad ogni passaggio di grado di istruzione o in presenza di condizioni nuo­ve e sopravvenute la Diagnosi Funzionale deve essere riconsiderata in relazione all’evoluzione dell’alunno..

Tempistica: la Diagnosi Funzionale è redatta in tempi utili per la redazione del P.E.I., cioè entro il 30 luglio (in bozza da integrare entro le prime settimane di frequenza scolastica per gli alunni iscritti al primo anno di ogni ciclo scolastico, a seguito della prima fase di conoscenza dell’alunno).

Cosa fare in caso di violazioni? Nel caso in cui si dovesse registrare che ciò non avvenga nei modi e nei tempi indicati o i documenti non siano coerenti con l’effettiva situazione e necessità dell’alunno si potrà procedere come segue:

1) diffida a tutti i soggetti istituzionali competenti dal continuare ad essere inerti circa la diagnosi funzionale (nel caso di mancata redazione della stessa);

2) mancata sottoscrizione della diagnosi funzionale e richiesta di revisione della stessa a tutti i soggetti istituzionali competenti.

 

IL PROGETTO EDUCATIVO INDIVIDUALE (PEI)

Il PEI – Progetto Educativo Individuale è il progetto di vita scolastica di ogni alunno con disabilità.

La sua redazione spetta al GLH.O,(Gruppi di Lavoro per l’Handicap) composto da: gli insegnanti del consiglio della classe frequentata dall’alunno, l’insegnante di sostegno (se già assegnato), i genitori, l’assistente all’autonomia e la comuni­cazione (se presente/assegnato) e gli operatori del distretto socio sanitario che ha in carico l’alunno.

Nel caso del passaggio da un grado di scuola all’altro, il Dirigente Scolastico deve prendere accordi con la scuola che successivamente accoglierà l’alunno per garantire la continuità e la presa in carico (trasferendo anche i relativi fascicoli). In questo caso il PEI deve essere realizzato con la collaborazione dei docenti del ciclo precedente.

Tempistica: il PEI deve essere redatto entro il 30 luglio (in bozza da integrare entro le prime settimane di frequenza scolastica per gli alunni iscritti al primo anno di ogni ciclo scolastico, a seguito della prima fase di conoscenza dell’alunno).

N.B. Ricordiamo che le famiglie degli alunni con disabilità, oltre ad essere coinvolte nella stesura del PEI, devono sottoscriverlo e riceverne copia.

Cosa fare nel caso di violazioni? Nel caso in cui quanto sopra non venga rispet­tato la famiglia può inoltrare diffida al Dirigente Scolastico affinché individui le responsabilità e risolva il problema.

 

PEI differenziato

Per alcuni alunni con disabilità è possibile prevedere un PEI differenziato in funzione di obiettivi didattici e formativi non riconducibili ai programmi mini­steriali. In tal caso, l’alunno con disabilità sarà sottoposto, durante gli esami conclusivi del ciclo scolastico, a prove differenziate.

E’ importante sapere, a questo proposito, che nel caso di esami conclusivi del I ciclo scolastico (scuola elementare e media) le prove differenziate, superate positivamente, potranno portare anche al riconoscimento del diploma di licenza media, mentre nel caso di esami conclusivi del II ciclo scolastico (scuola superio­re), le prove differenziate consentiranno all’alunno di ricevere solo un attestato dei crediti formativi acquisiti.

PEI per obiettivi minimi (solo per le scuole secondarie di II grado)

E’ possibile prevedere che l’alunno acquisisca gli stessi contenuti previsti dai programmi ministeriali, anche se in maniera semplificata. In tal caso l’alunno avrà la possibilità, comunque, di sostenere prove equipollenti (non differenziate!), che gli permettano di avere modalità più agevoli (per es.utilizzo del sistema di videoscrit­tura) e tempi più lunghi oppure una diversa struttura dei quesiti e dei compiti sui contenuti dei programmi comunque svolti (per es. quesiti a risposte multiple). Qua­lora il Consiglio di classe intenda adottare la valutazione differenziata deve darne immediata notizia alla famiglia fissando un termine per esprimere un formale assen­so. In caso di diniego da parte della famiglia, l’alunno può non essere considerato in situazione di handicap (ai sensi della L. 104/92) ai soli fini della valutazione.

 

LA FORMAZIONE DELLE CLASSI

Una volta ricevute tutte le iscrizioni degli alunni (presentate di regola prima del­l’inizio della primavera antecedente l’anno scolastico), l’istituto scolastico deve procedere alla formazione le classi.

A tal fine, bisogna tenere conto di quanto previsto dal D.P.R n. 81 del 20 marzo 2009 che, pur avendo eliminato l’indicazione di un tetto massimo di presenze di alunni con disabilità per classe, ha comunque stabilito che le prime classi di ogni ordine e grado in cui sono presenti alunni con disabilità devono essere, di norma, composte da un massimo di 20 alunni.

Cosa fare in caso di violazioni?

Nel caso in cui si dovesse registrare una formazione della classe che non sia rispet­tosa di quanto sopra la famiglia può inoltrare una diffida al Dirigente Scolastico dell’Istituto, invitandolo ad osservare le prescrizioni ministeriali.

E’ possibile ottenere lo sdoppiamento delle prime classi di ogni ordine di scuola frequentate da alunni con disabilità o la riduzione del numero di alunni a non più di 20, elevabile al massimo a 22, ai sensi dell’articolo 5, comma 2 del DPR 81/09.

A tal fine, il Dirigente Scolastico deve provvedere a inviare la richiesta di sdoppia­mento all’Ufficio Scolastico Regionale che risponderà entro il 30 luglio. Va anche tenuto presente che dopo il 31 agosto la composizione di una classe non può più essere modificata.

 

ASSEGNAZIONE DELL’INSEGNANTE DI SOSTEGNO

Sulla base delle iscrizioni nella propria scuola, il Dirigente Scolastico è tenuto a richiedere al CSA (Centro Servizi Amministrativi, ex Provveditorato agli studi) l’assegnazione complessiva per il proprio istituto di un adeguato numero di in­segnanti di sostegno, in base a quanto emerso per gli alunni con disabilità dalla diagnosi funzionale e da un primo embrionale PEI.

Prima dell’inizio dell’anno scolastico il Dirigente, dopo aver ricevuto la co­municazione del contingente degli insegnanti di sostegno assegnato, procede, in collaborazione con il GLH.i (composto da dirigente, insegnanti di sostegno, rappresentanti dei genitori, rappresentanti degli operatori socio-sanitari e degli alunni – nella scuola superiore) alla ripartizione di tali risorse.

Ricordiamo che, nel caso non l’abbiano già fatto, i Dirigenti Scolastici debbono immediatamente avanzare richiesta di deroghe per i casi certificati in situazione di gravita (ai sensi dell’articolo 3, comma 3 della Legge 104/92), secondo quanto stabilito dal Decreto Legge 78/10 (Manovra Finanziaria Correttiva) che ha confer­mato quanto previsto dalla sentenza di Corte Costituzionale n. 80/2010.

Cosa fare in caso di violazioni? Se l’insegnante di sostegno non viene assegnato o se le ore sono insufficienti la famiglia, non appena a conoscenza di quanto asse­gnato, può presentare ricorso al Tar (Tribunale Amministrativo Regionale) avverso l’Istituto scolastico, il CSA ed il Ministero dell’Istruzione mettendo in evidenza la grave lesione di un diritto costituzionalmente garantito (oggi ulteriormente sancito dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 80/2010), quale quello dell’istruzione scolastica, e la richiesta di un’ordinanza d’urgenza di assegnazione del sostegno così come già richiesto.

 

ASSEGNAZIONE DELL’ASSISTENTE DI BASE

Prima dell’inizio dell’anno scolastico, agli alunni che ne hanno necessità, il Dirigente assegna un assistente di base, cioè un collaboratore scolastico – prefe­ribilmente dello stesso sesso dell’alunno con disabilità – che deve aver frequentato un apposito corso di formazione e che fornisce assistenza negli spostamenti all’in­terno ed all’esterno del plesso scolastico, oltre che l’accompagnamento ai servizi igienici e la cura dell’igiene personale.

Cosa fare in caso di violazioni? in caso venga negata l’assistenza di base è pos­sibile diffidare il Dirigente Scolastico affinché garantisca tale servizio, pena la denuncia per reato di interruzione di pubblico servizio.

 

L’ASSISTENTE PER L’AUTONOMIA O LA COMUNICAZIONE

Al massimo entro il mese di luglio le famiglie interessate devono fare richie­sta al Dirigente Scolastico per avere l’assegnazione di un assistente per l’autono­ mia o la comunicazione che possa assistere l’alunno con disabilità nei problemi di autonomia o comunicazione.

È importante sottolineare che questa figura non si sovrappone/sostituisce in alcun modo a quella dell’insegnante di sostegno e/o degli insegnanti curriculari, cui spettano i compiti educativi e didattici.

Una volta ricevuta la richiesta da parte della famiglia, il Dirigente Scolastico deve inoltrarla all’Ente Locale competente (Comune per la scuola primaria e secon­daria di I grado e Provincia per la scuola secondaria di II grado).

Cosa fare in caso di violazioni? Nel caso in cui l’assistente non venga assegna­to, la famiglia può diffidare il Dirigente Scolastico o l’Ente Locale, a seconda della responsabilità della mancata assegnazione e nel caso la diffida non sortisca effetto, attivare un ricorso al TAR.

 

TRASPORTO SCOLASTICO

All’atto dell’iscrizione, la famiglia deve richiedere, in alcuni territori al­l’Istituto Scolastico, ma in genere all’Ente Locale competente (Comune fino al termine della scuola secondaria di I grado – Provincia per la scuola secondaria di II – in base ad appositi avvisi pubblici affissi, mesi prima dell’inizio dell’anno scolastico, lungo le pubbliche vie) l’attivazione del trasporto scolastico.

Il trasporto deve essere garantito in maniera gratuita, con mezzi idonei ed accessibili e con la presenza di un accompagnatore.

Cosa fare in caso di violazioni? In caso di mancata attivazione, la famiglia può diffidare l’Ente Locale competente (il Comune di residenza per la scuola pri­maria e secondaria di I grado e la Provincia per la scuola secondaria di II grado, salvo diverse norme regionali in merito) e nel caso dovesse persistere l’inerzia o il rigetto può attivare un ricorso al TAR entro 60 giorni dal consolidarsi del rifiuto (espresso o tacito).

 

(Fonte: Opuscolo “Comunicazione e servizi” a cura dell’Associazione Dopo di Noi)

 

 

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