Secondo l’Istat il tasso di occupazione delle persone con disabilità in Italia è del 19,3%. Ma il dato risale ad alcuni anni fa, in­fatti secondo l’Istituto per lo svilup­po della formazione professionale dei lavoratori, che opera in colla­borazione con il ministero del Welfare e altri enti pubblici, solo il 13 per cento dei disabili ha trovato un impiego attraverso gli uffici di collocamento. Gli avviamenti al lavoro nel 2007 sono stati circa 31 mila, le persone disabili iscritte al collocamen­to sono circa 700 mila.

Per una persona con disabilità sia fisica, sensoriale ed anche intellettiva essere inseriti nel contesto lavorativo rende autonomi, partecipi della vita sociale, at­tiva capacità e potenzialità che forse nemmeno la persona stessa e/o la famiglia conosceva. Eppure quando si parla di lavoro e disabilità si avverte uno strisciante pregiudizio… Esistono varie leggi che si occupano di disabilità e lavoro tra cui la 104/92 che agli art 18 e 19 recita “In attesa dell’entrata in vigore della nuova disciplina del collocamento obbligatorio, le disposizioni di cui alla legge 2 aprile 1968, n. 482, e successive modificazioni, devono intendersi applicabili anche a colo­ro che sono affetti da minorazione psichica, i quali abbiano una capacità lavorativa che ne consente l’impiego in mansioni compatibili. Ai fini dell’avviamento al lavoro, la valutazione della persona handicappata tiene conto della capacità lavorativa e relazionale dell’individuo e non solo della minorazione fisica o psichica…”.

Nel 1999 è entrata in vigore la L. 68/99, che ha sostituito la 482/68, ed ha apportato vari cambiamenti anche sostanziali e nel 2000 la Regione Basilicata ha emanato una legge regionale sull’avviamento al lavoro delle persone disabili. Al momento è in discussione in Parlamento una modifica alla 68/99 e nel 2010 Il De­creto Ministeriale 2 novembre 2010, di attuazione della Legge n.133/2008 stabili­sce un nuovo modello per il prospetto informativo sul collocamento obbligatorio.

 

LEGGE 68/1999

NORME PER IL DIRITTO AL LAVORO DEI DISABILI”

La legge 68/99 ha come finalità la promozione dell’inserimento e dell’integra­zione lavorativa delle persone disabili nel mondo del lavoro attraverso servizi di sostegno e di collocamento mirato. Questa legge ha sostituito la legge 482 del 1968 ed è valida per tutte le categorie compresi i non vedenti e/o ipovedenti. L’accertamento delle condizioni di disabilità che danno diritto all’iscrizione alla 68 è effettuato dalla stessa commissione che certifica la condizione di persona handicappata secondo la L. 104/92 art. 4. La novità di questa legge era nel 1999 il collocamento mirato, vale a dire ogni disabile deve essere messo in condizione di lavorare al meglio delle sue potenzialità.

Questo concetto è ben enunciato all’art. 2 “Per collocamento mirato dei disabili si intende quella serie di strumenti tecnici e di supporto che permettono di valutare adeguatamente le persone con disabilità nelle loro capacità lavorative e di inserirle nel posto adatto, attraverso analisi di posti di lavoro, forme di sostegno, azioni po­sitive e soluzioni dei problemi connessi con gli ambienti, gli strumenti e le relazioni interpersonali sui luoghi quotidiani di lavoro e di relazione.”

CHI E’ OBBLIGATO AD ASSUMERE

Sono obbligati all’assunzione i datori di lavoro che occupano da 15 a 35 dipen­denti, gli Enti Pubblici economici, sono destinatari dell’obbligo di assunzione, sia pure limitatamente alla parte di organico che opera nell’area tecnico-esecutiva e svolgente funzioni amministrative, i partiti politici, le organizzazioni sindacali e le organizzazioni che senza scopo di lucro che operano nel campo della solidarietà sociale, dell’assistenza e della riabilitazione, nonché la polizia, la protezione civile e la difesa nazionale, sempre con riferimento esclusivo ai servizi amministrativi.

LE CONVENZIONI

L’art 11 è uno dei punti qualificanti della legge, improntata a favorire l’inse­rimento lavorativo attraverso programmi specifici e mirati di integrazione della persona disabile nonché a valorizzare il ruolo delle cooperative sociali come sede di crescita professionale. In pratica gli uffici competenti possono concordare con i datori di lavoro delle convenzioni aventi come oggetto la determinazione di un programma che mira all’inserimento lavorativo. Le agevolazioni sono estese anche ai datori di lavoro che, pur non avendo l’obbligo, assumono un disabile. Nella convenzione si stabiliscono i tempi e le modalità di attuazione dell’inserimento, come la chiamata nominativa, lo svolgimenti di tirocini con finalità di orienta­mento, l’assunzione con contratto di lavoro a termine, periodi di prova anche più lunghi di quelli che normalmente esplicano i lavoratori abili. Gli uffici competenti possono stipulare convenzioni per disabili con gravi problematiche. Gli uffici com­petenti possono stipulare convenzioni con le cooperative sociali e i loro consorzi (L381/91) nonché con le associazioni di volontariato(L266/91) i sindacati.

Al comma 7 la legge esplicita che le convenzioni devono:

a) indicare dettagliatamente le mansioni attribuite al lavoratore disabile e le modalità del loro svolgimento;

b) prevedere le forme di sostegno, di consulenza, e di tutoraggio da parte degli appositi servizi regionali, dei centri di orientamento professionale e degli organismi di cui all’art 18 della legge 5 febbraio n 104, al fine di favorire l’adattamento al lavoro dei disabili;

c) prevedere verifiche periodiche sull’andamento del percorso formativo ine­rente la convenzione di integrazione lavorativa da parte degli enti pubblici incaricati dell’attività di sorveglianza e controllo.

L’art 12 apre il capitolo della cooperazione sociale a favore dell’integrazione lavorativa delle persone disabili. Gli uffici competenti possono stipulare conven­zioni con i datori obbligati all’assunzione e con le cooperative sociali finalizzate all’inserimento temporaneo. Queste convenzioni non sono ripetibili per lo stesso disabile(salvo diversa indicazione).

La convenzione è subordinata alla sussistenza di alcuni requisiti significativi:

• l’assunzione contestuale, a tempo indeterminato, da parte del datore di lavoro;

• la copertura dell’aliquota d’obbligo al datore di lavoro;

• impiego del disabile nella coop. soc. per 12 mesi, salvo proseguimento, con gli oneri contributivi a carico di questa ultima.

Attraverso le convenzioni i datori di lavoro possono ottenere vari livelli di fiscalizzazione dei contributi previdenziali e assistenziali.

I datori di lavoro con la firma della convenzione assolvono all’obbligo dell’as­sunzione.

Nell’art 14 si parla del Fondo regionale per l’occupazione dei disabili, che è istituito dalle regioni e da destinare al finanziamento dei programmi regionali di inserimento lavorativo e dei servizi, mentre all’ art 15 si parla delle sanzioni com­minate ai trasgressori della legge, che rientrano comunque nel Fondo.

Il Fondo eroga dei contributi agli Enti indicati nella legge che svolgono attivi­tà rivolta al sostegno e all’integrazione, contributi aggiuntivi a quelle dell’art 13 comma 1(fiscalizzazioni), altre provvidenze in attuazione della legge.

I disabili possono partecipare a qualunque concorso bandito dalle varie ammi­nistrazioni pubbliche (Art 16). A tal fine i bandi prevedono speciali modalità di svolgimento delle prove d’esame come da L.104/92.

All’art 17 si espone l’obbligo della certificazione, vale a dire che le aziende pubbliche e private che partecipano a bandi per appalti pubblici o intrattengano rapporti di concessione pubblica, devono certificare di essere in regola con la legge e contestualmente devono ottenere la certificazione dall’ufficio competente, pena l’esclusione dalle gare d’appalto.

L’obbligo di assunzione è sospeso per quelle aziende che non versano in uno stato finanziario ottimale(LA 223/91, DL 726/84, L863/84) Gli obblighi sono so­spesi per le aziende che hanno chiesto la mobilità e nel caso in cui la procedura si concluda con almeno 5 licenziamenti.

 

LA LEGGE REGIONALE 28/2001

PROMOZIONE DELL’ACCESSO AL LAVORO DELLE PERSONE DISABILI

La legge regionale riprende nel primo articolo le finalità della 68/99 riguardo l’integrazione dei disabili, dando subito risalto alle associazioni e cooperative sociali. Il punto importante è l’inserimento della L R 29/98 per cui la Regione, av­valendosi dei piani di indirizzo di quella legge, promuove l’integrazione lavorativa utilizzando gli uffici provinciali. Negli art 2 e 3 la legge passa in rassegna tutte le possibili modalità di integrazione:

• formazione e tirocinio,(L104/92);

• servizi socio lavorativi;

• sevizi di supporto per i datori di lavoro.

Si elencano anche i principi cui si ispira la legge regionale. e cioè:

• partecipazione delle famiglie dei disabili;

• integrazione e collaborazione fra i servizi anche educativi per la finalità dell’inserimento;

? finalizzazione delle attività di orientamento al supporto e allo sviluppo di attitudini e capacità;

• personalizzazione delle attività di formazione e verifica dell’efficacia;

• cooperazione, nella realizzazione degli interventi, fra soggetti pubblici e privati specificamente le cooperative sociali.

La legge regionale, all’art 5, riprende un elemento importante della legge na­zionale 68/99 , cioè l’istituzione da parte della Commissione Provinciale del Comi­tato Tecnico che è composto da funzionari ed esperti del settore sociale e medico-legale, da componenti della commissione e da rappresentanti delle associazioni dei disabili più rappresentative. Il Comitato Tecnico, in cui è bene che prevalga la componente professionale(medici, psicologi,ecc) dopo aver valutato le persone, deve tracciare un profilo in cui si evidenzino le potenzialità delle stesse, affinchè in un rapporto di domanda/offerta si possa arrivare ad un lavoro mirato alle pos­sibilità di ciascuno.

L’art 6 dispone che l’Ufficio del Lavoro del Dipartimento Formazione e Cultura e Lavoro della Regione Basilicata debba gestire il Fondo per l’occupazione dei disa­bili previsto dall’art 14 della 68/99 e a realizzare il coordinamento, il controllo e l’indirizzo degli uffici competenti delle Province.

L’Ufficio del Lavoro provvede al monitoraggio alla valutazione degli interventi posti in atto con la legge tramite l’Osservatorio regionale sulla disabilità che la Commissione Permanente per l’impiego dovrà costituire.

I Servizi per l’Impiego pubblicano annualmente le graduatorie delle persone disabili che sono utilizzabili sia dagli Enti Pubblici che dalle Aziende private. Sempre i Servizi (come da art. 9 L. 68/99) curano la gestione e l’avviamento dei disabili che hanno diritto accertando preventivamente le condizioni di disabilita con le competenze professionali richieste.

Sempre i Servizi rilasciano alle aziende la liberatoria secondo l’art 17 della L. 68/99 e cioè l’esonero dall’avviamento. Inoltre curano le statistiche, gli aggior­namenti, ecc.

Nell’ art 8, al punto 1, riprendendo vari articoli della 68/99, sono elencate le modalità per effettuare un collocamento mirato, e quindi analisi delle capacità professionali, dei posti di lavoro, formazione e tirocini secondo la L R. 7/90, tu­toraggio, incentivi, telelavoro, ecc.

Al punto 2 invece si prevede l’erogazione di borse lavoro e PIP secondo la 29/98.

Le province si tengono aggiornate sull’organizzazione del lavoro e sulle più diffuse posizioni dei processi produttivi del contesto di riferimento.

Nell’art 9 si arriva a parlare delle convenzioni che vengono stipulate dai servizi provinciali con aziende, gruppi di aziende, cooperative, ecc.

Si elencano poi i criteri delle convenzioni secondo gli art 11 e 12 della l. 68/99 (durata, qualifica,ecc). Si indica nel 30 giugno di ogni anno la data massima di presentazione della proposta di convenzione, che sarà valutata dalla Commissione Tripartita Provinciale. Gli incentivi alla trasformazione delle convenzioni in as­sunzioni, verranno anche previsti nei piani annuali della 29/98 secondo le dispo­nibilità, come verranno previsti degli incentivi per il superamento delle barriere architettoniche nei posti di lavoro(art 10 LR 28/01).

L’art 11 istituisce il Fondo regionale della Basilicata nel quale confluiscono:

• i finanziamenti regionali;

• quelli del Fondo per il diritto al lavoro dei disabili istituito presso l’INPS;

• le erogazioni provenienti dalle sanzioni alle aziende inadempienti;

• i contributi di Fondazioni, Enti, ecc.

La CPPI istituisce la sottocommissione per la gestione del Fondo che da parere preventivo obbligatorio sugli atti di gestione delle risorse che costituiscono lo stesso Fondo.

La sottocommissione è formata da:

• l’assessore competente in materia di lavoro o suo delegato;

• 3 rappresentanti delle OOSS più rappresentative;

• 3 rappresentanti delle associazioni dei disabili più rappresentative;

• 1 rappresentante del comitato di coordinamento per le politiche del lavo­ro.

 

(Fonte: Opuscolo “Comunicazione e servizi” a cura dell’Associazione Dopo di Noi)

 

 

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