“I più grandi Giochi di sempre”. Ben più delle Olimpiadi, le Paralimpiadi si meritano appieno il titolo sensazionalistico con cui un po’ tutti i giornali e tabloid britannici hanno celebrato Londra 2012. Quest’edizione passerà alla storia come quella della svolta: mai prima d’ora le Paralimpiadi avevano ricevuto tanta attenzione, ed erano state così in grado di catalizzare l’interesse del grande pubblico.

Lo testimoniano i numeri: 2,7 milioni di biglietti venduti (quasi un milione in più di Pechino), e un bilancio complessivo di oltre 55 milioni di euro di entrate (dieci più di quanto preventivato alla vigilia). Record di pubblico, record di nazioni ed atleti partecipanti (rispettivamente 166 e 4200, di cui circa 1500 donne), record di record (oltre 110 nuovi primati del mondo stabiliti). Record praticamente di tutto, insomma. E di spettacolo.

Perché le emozioni delle ultime due settimane valgono più di tutti i numeri. Sport vero, senza più barriere anche grazie all’apporto sempre più importante della tecnologia. E grazie al talento e all’infinita forza di volontà dei campioni.

La finale dei 100 metri T44 è stata l’acme del calendario di gare, con audience altissima in tutto il mondo. Ha vinto il 20enne britannico Jonnie Peacock, con il ‘fenomeno’ Pistorius relegato solo al quarto posto. Proprio le mancate vittorie di Oscar Pistorius sono state le sorprese più clamorose di quest’edizione: quarto nei 100, secondo nei 200 (battuto dal brasiliano Alan Oliveira, con tanto di polemica sulla lunghezza delle protesi), lo sprinter sudafricano ha dovuto aspettare la ‘sua’ gara, i 400 metri piani, per mettersi finalmente al collo una medaglia d’oro.

Ma paradossalmente non è stato lui – l’atleta paralimpico tanto veloce da poter competere anche tra i normodotati – l’uomo copertina di questi Giochi. Tra i principali protagonisti vanno sicuramente ricordati l’australiana Jacqueline Freney, la “Phelps” delle Paralimpiadi con i suoi 6 ori nel nuoto, seguita a ruota dalla statunitense Jessica Long (4 ori e 2 argenti). E poi ci sono i nostri campioni. Come Cecilia Camellini, che con Pellegrini fa solo rima: la 20enne di Modena in vasca ci ha regalato soddisfazioni enormi, portando a casa quattro medaglie, di cui due d’oro. O Alex Zanardi, che si è guadagnato le prime pagine di tutti i giornali (non solo italiani) per la sua storia straordinaria: 21 anni fa correva da pilota di Formula 3000 sulla pista londinese di Brands Hatch; oggi, su quello stesso circuito, vince nell’handbike due ori e un argento paralimpico.

Grazie, tra gli altri, al portabandiera De Pellegrin, alla leggenda De Vidi, ad Assunta Legnante o ad Annalisa Minetti, l’Italia torna a casa con un bottino di 28 medaglie, di cui 9 d’oro. Una spedizione assolutamente positiva, dunque, come si evince anche dal notevole balzo in avanti nel medagliere, che ci vede passare dal 28esimo posto di Pechino al 13esimo odierno.

Adesso i Giochi chiudono i battenti, e la grande sfida sarà quella di non dimenticarci dello sport paralimpico. In attesa di Rio de Janeiro, che ha quattro anni per prepararsi al prossimo spettacolo. Ma, soprattutto per quel che riguarda le Paralimpiadi, sarà davvero difficile fare meglio di Londra 2012.

Ecco i nomi dei 28 medagliati italiani:

Oro (9): Cecilia Camellini (nuoto, 100mt sl e 50mt sl), Assunta Legnante (lancio del peso), Oscar De Pellegrin (tiro con l’arco), Martina Caironi (atletica 100mt T42), Roberto Bargna (ciclismo su strada C1-C3), Alessandro Zanardi (ciclismo su strada handbike crono, handbike), Luca e Ivano Pizzi (ciclismo su strada tandem).

Argento (8): Oxana Corso (atletica 200mt T35, 100mt T35), Pamela Pezzuto (tennistavolo), Alvise De Vidi (atletica100mt T51), Elisabetta Mijno (tiro con l’arco), Luca e Ivano Pizzi (ciclismo su strada, tandem crono), Giorgio Farroni (ciclismo su strada T2), Francesca Fenocchio, Vittorio Podestà, Alessandro Zanardi (ciclismo su strada, team relay).

Bronzo (11): Federico Morlacchi (nuoto, 400mt sl, 100mt farfalla, 200mt misti), Cecilia Camellini (100mt dorso, 400mt sl), Annalisa Minetti (atletica 1500 mt), Matteo Betti (scherma in carrozzina, spada), Vittorio Podestà (ciclismo su strada, handbike crono), Michele Pittacolo (ciclismo su strada C4-C5), Alessio Sarri (scherma in carrozzina, sciabola), Cecilia Camellini (nuoto 400sl).

 

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