Si fa un gran parlare di arte e cultura accessibile, ma basta entrare in un cinema per rendersi conto che la strada da fare è ancora lunga. E quando si parla di barriere, non si tratta solo di impossibilità fisiche o tecniche, ma anche di sensibilità e buon senso, quello che serve a venire incontro a esigenze comuni.

Prendiamo, appunto, il semplice andare al cinema. A chi piace stare seduti nell’odiosissima prima fila, dalla quale il film si vede distorto e il collo dopo mezz’ora inizia a far male? Nessuno. Eppure.
Eppure, come tutte le persone su carrozzina sanno, al cinema gli appositi spazi riservati ai disabili si trovano solitamente proprio in prima fila,

Ebbene, la buona notizia arriva direttamente dal Tribunale di Reggio Emilia, il quale, con provvedimento del 7/10/2011, ha stabilito che la società gestrice di un cinema che costringe un disabile in carrozzina a vedere il film dalla prima fila commette un atto di discriminazione.

Il caso nasce dall’azione intrapresa da Enrico Fanticini, portatore di handicap su sedia a rotelle, che a febbraio 2007, recatosi nel nuovissimo cinema Cinestar di Reggio Emilia con alcuni amici, era stato obbligato a posizionarsi negli appositi spazi riservati ai disabili, collocati in prima fila e a pochi metri dal maxischermo della sala 10, nonostante la sala fosse quasi vuota.

Rivoltosi al Tribunale, dopo un primo rigetto delle sue istanze in primo grado, Enrico ha avuto la meglio. E’ infine giunta, infatti, la pronuncia del tribunale, che ha ordinato a Cinestar e Uci Nord di eseguire dei lavori di ristrutturazione che consentano a tutti, compresi i disabili, di godere della proiezione con un angolo di visuale accettabile, simile a quello di cui si dispone dalle poltrone delle file superiori.

Allo stesso modo, Cinestar dovrà anche pagare le spese legali e di perizia tecnica. Primo caso in Italia (analoghe decisioni sono state adottate invece in passato dalle corti del Canada e degli Stati Uniti), questa sentenza rappresenta una vittoria dei diritti civili e un importante passo avanti per il vero abbattimento delle barriere non solo architettoniche ma anche culturali, nei confronti dei disabili.

 

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